Siracusa
Un’isola nell’isola, che galleggia sul mare senza mai perdere contatto con il proprio passato. Che è Greco, anche Romano, Bizantino, Arabo, Normanno, Svevo, Aragonese e Borbonico. Un’eredità che svela al visitatore quando passeggia fra le vie e fra i palazzi attraverso le piazze dell’Ortigia dove il cuore antico di Siracusa è “ Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco.

Ancorata alla Sicilia da tre ponti e protetta verso il mare aperto dal castello Federiciano di Maniace che sorge sull’estremità di una piccola penisola, l’acropoli di Ortigia è un emiciclo di calcare perlato che discende al mare  assumendo la forma di una tartaruga. Due porti naturali, il grande e il piccolo, entrano nel tessuto urbano dove emergono i resti del tempio di Apollo, il più antico dei sacrari Dorici in Sicilia. Architetture Greche si mescolano a quelle Romane, i fregi Barocchi alle fortificazioni medioevali. Come nel caso del Teatro Greco e dei colonnati del tempio di Atena, che sorreggono la struttura del duomo cristiano.

Il castello di Eurialo è invece la sintesi dell’architettura fortificata, mentre i papiri del fiume Ciane, sussurrando al vento, sembrano voler raccontare la legenda della ninfa Aretursa, trasformata in fonte per sfuggire alle attenzioni del dio Alfeo. L’eco delle antiche storie si ascolta anche avvicinandosi al famoso orecchio di Dionisio un’apertura nella roccia attraverso la quale pare che il tiranno Dionisio carpisse i colloqui segreti dei suoi prigionieri.

La passata grandezza di Siracusa, che fu rivale di Atene, di Cartagine e di Roma, si coglie pienamente nel museo archeologico Paolo Orsi. L’antica città sembra ridestarsi nei versi di Euripide, Sofocle ed Eschilo, protagonisti ogni anno di una suggestiva rassegna nel teatro greco.

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